lunedì 4 aprile 2016

BOLOGNA - CATTEDRALE DI SAN PIETRO




Cattedrale viene da "cattedra" con riferimento alla cattedra o trono del vescovo. La cattedrale è dunque la chiesa principale di una diocesi, dove il vescovo ha la sua sede ufficiale, da cui esercita il suo magistero religioso e la sua autorità nella Chiesa che gli è affidata. La chiesa cattedrale di Bologna ha anche il titolo di "metropolitana". "Metropolita"è il vescovo che presiede ad una provincia ecclesiastica ed ha sotto di sé altri vescovi detti "suffraganei".



Vari scavi sembrano confermare la tesi che la cattedrale risalga a tempi molto antichi: la chiesa primitiva risulta impostata rigorosamente secondo gli allineamenti stradali della città romana ed accanto alla chiesa è documentato, fin dal 1054, la presenza di un battistero (ora scomparso) che potrebbe risalire al V secolo. La cattedrale primitiva era quasi certamente una costruzione a tre navate, probabilmente larga 29 metri. Alla abside sul lato sud si affiancava un campanile cilindrico di tipo ravennate, conservato tuttora all'interno della torre campanaria romanica. La chiesa aveva davanti un atrio e si trovava nel cuore politico della città, poiché aveva davanti la "Rocca d'Impero". La chiesa primitiva fu devastata da un incendio, divampato nell'agosto 1141.

La nuova chiesa fu edificata sulla stessa area di quella precedente e fu consacrata nel 1164. Era a tre navate con archi a sesto acuto, sostenti da pilastri polistili con copertura a capriate e presbiterio sopraelevato con sottostante cripta.   
    











Parzialmente nascosta dal Palazzo del Podestà, si intravvede la Cattedrale di San Pietro. E' ben visibile la torre campanaria



















 

 

LA CRIPTA







 

 

GLI SCAVI














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venerdì 18 marzo 2016

BOLOGNA - ABBAZIA DI SANTO STEFANO - SANCTA JERUSALEM BONONIENSIS



Verso la fine del 786 Carlo Magno venne a Bologna a farsi consegnare le reliquie dei santi Vitale e Agricola, perpetuando così un antico rapporto privilegiato tra il mondo gallico-francese e le figure dei protomartiri bolognesi.

La Basilica del Sepolcro è la più antica delle chiese stefaniane. Essa racchiude quasi 1600 anni di storia cristiana e 200 anni di storia pagana nella particolarità del culto isiaco. Verso la fine del primo secolo dopo Cristo esisteva un tempio pagano (Iside?) che fu poi abbandonato. Vista la presenza di una sorgente dentro il luogo stesso, esso fu riutilizzato per un battistero. Ciò dovrebbe coincidere con l'episcopato di san Petronio nella prima metà del V secolo. A metà dell'XI secolo, sull'onda della ricostruzione a Gerusalemme del Santo Sepolcro, operata da Costantino Monomaco, venne costruito "a similitudine" questo sepolcro. La ristrutturazione interessò la maggior parte dell'edificio preesistente, con l'intento di adattarlo alla necessità di un monastero benedettino, per potere vivere a Bologna le emozioni dei luoghi santi e della loro visita. 












CHIESA DEL CROCIFISSO









BASILICA DEL SEPOLCRO

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

















CORTILE PROSPICIENTE LA BASILICA DEL SEPOLCRO











Portale della Basilica del Sepolcro





IL CAMPANILE















CHIOSTRO MONASTICO











LA CRIPTA






Lippo di Dalmasio - Maria e il figlio - Affresco massellato sec. XIV






Vedere anche:

































giovedì 17 marzo 2016

ROMA - SAN CARLO ALLE QUATTRO FONTANE: UN CAPOLAVORO DEL BORROMINI


DESCRIZIONE


Il complesso monumentale di San Carlo alle Quattro Fontane, posto all'incrocio tra via Quattro Fontane (antica strada Felice) e via del Quirinale (antica via Pia), è unanimemente riconosciuto come il capolavoro del   Borromini ed il gioiello del barocco romano. L'angusta dimensione del sito e la sua irregolarità rendeva particolarmente delicato l'accordo tra la sua volontà di sperimentare la portata rivoluzionaria della sua concezione architettonica e l'intenzione di non tradire le aspettative della committenza in merito ad una perfetta funzionalità della committenza dal punto di vista distributivo.  


Il primo ad essere costruito fu il convento (1634 - 35): lo stretto corpo di fabbrica servito da una scala a chiocciola e affacciato su un ampio giardino interno, comprendeva un primo livello occupato da ambienti collettivi (refettorio, cucina e locali igienici), due piani superiori destinati alle celle monastiche e un ultimo piano adibito a biblioteca con annesse logge laterali.  


Nel 1635 - 36 furono costruiti il Chiostro e l'ala conventuale prospiciente via del Quirinale che al piano terreno accoglieva l'ampio vestibolo ed ai piani superiori, accessibili tramite una scala a chiocciola, la Sala Capitolare, l'ambiente del guardaroba ed una soffitta. 


Negli anni tra il 1638 ed il 1641 si affrontò il complesso cantiere di costruzione e finitura di Cripta, Chiesa, cappelle del Nazareno e Barberini. Furono anche  completati gli ambienti adiacenti destinati alle funzioni liturgiche (sagrestia al piano terreno e ambiente del coro soprastante).


“La scenografica facciata, ultima realizzazione dell’architetto, presenta un andamento continuo, convesso al centro e concavo ai lati, che si propaga nei due ordini, ricchi di ornamenti e tripartiti da colonne; in ogni comparto un ordine minore divide lo spazio in due piani. Sopra il portale, nicchia con statua di san Carlo Borromeo di Antonio Raggi. Originali sono il coronamento a balaustra, dove due angeli in volo sorreggono un medaglione ovale con affresco e la cupola ellittica con lanterna a nicchie concave. Sul lato sinistro è il campanile, con cella campanaria ad andamento concavo convesso e copertura a cuspide.      

L’interno della Chiesa, di piccole dimensioni, è una delle prime realizzazioni del Borromini: bianco e privo di dorature, ha impianto ovale , con nicchie raccordate da colonne corinzie alveolate che seguono la parete e sorreggono una trabeazione continua. La cupola ovale presenta lacunari in stucco cruciformi, esagonali e ottagonali. Sull’altare maggiore campeggia la Trinità, di Pierre Mignard. Nella cappella sinistra  Riposo nella fuga in Egitto di Giovanni Francesco Romanelli; nella sagrestia, San Carlo Borromeo in adorazione della Trinità di Orazio Borgianni.

Sulla sinistra dell’ingresso si accede alla Cripta, di pianta uguale, ma più compressa, con volta su pilastri.

Accanto alla Chiesa si trova il Chiostro, capolavoro di armonia e proporzione, su due ordini con pianta ottagonale ad angoli convessi;  colonne binate sorreggono al piano inferiore archi e, in quello superiore, la loggia caratterizzata da balaustri, alternativamente dritti e rovesci.”

Da Guida Rossa TCI di Roma


IMMAGINI








ESTERNO








 

INTERNO DELLA CHIESA













Carlo Borromeo di Orazio Borgianni

























IL CHIOSTRO













 

CRIPTA
















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