sabato 30 luglio 2016

FERENTINO, UN SUGGESTIVO BORGO DELLA CIOCIARIA




Ferentinum fu  centro degli Ernici, Occupato dai Volsci, fu conquistato nel 413 a.C. dai Romani. Riconquistato nel 361 a.C, divenne municipio alla fine della Repubblica. La città romana si sviluppò nel I sec. a.C. Dal IV sec. fu sede vescovile e nel 487 divenne diocesi. Nel 542 fu saccheggiata da Totila e nel sec. IX dai Saraceni. Dopo il 1000 si sviluppò il Comune, però presto passò sotto la Chiesa, alla quale appartenne quasi sempre. Nel 1223 Onorio III qui incontrò Federico II che gli promise la sua partecipazione alla quinta crociata, senza poi mantenere la promessa. Nel 1560 fu distrutta dal viceré di Napoli Alvaro di Toledo. Seguì un periodo di decadenza, anche a causa della insalubrità dell'aria. Dell'antica città rimane la cinta delle mura erette, con tecniche diverse dal V al II sec. a.C.
 
Agli Ernici si deve la delineazione della prima forma urbana e la costruzione della cinta muraria dell'Acropoli. I Romani, tra la fine del II e l'inizio del I sec. a.C. riprendono e completano la distribuzione urbanistica ernica, ricalcando l'impianto viario precedente e integrandolo con nuovi assi stradali.
 
L'Acropoli della città antica è formata da un ampio alto avancorpo di grandi massi parallelepipedi su piana rettangolare. Un ampio passaggio voltato sale al piano superiore. Sullo spiazzo dell'acropoli sorge il Duomo, dedicato ai Ss. Giovanni e Paolo.  Fu costruito come chiesa romanica nel sec. XI su una precedente chiesa del sec. IX. Fu consacrata dal vescovo Agostino e da Papa Pasquale II nel 1108. Ha una semplice facciata con tre portali ed un altro portale sul fianco destro. Dal cortile dell'Episcopio, sul suo fianco destro, sono visibili le tre absidi semicircolari e il campanile isolato, eretto prima del 1060 su una preesistente torre di avvistamento.


 

L'ACROPOLI

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
















 

DUOMO

 
 
 
 
 
 
 
La piazza del Duomo
 
 
 
 
 


 


 

 

 

L'ORTO DEL VESCOVO

 

 
 
 
 
 
 
 

 

LE CHIESE 

San Francesco
 
 
 
 
 

 

SCORCI CARATTERISTICI

 
 
 
Porta San Francesco

 

PANORAMI

















 
 
 
 



Vedere anche:
 
 
 

martedì 26 aprile 2016

CAMPANIA - L'INCANTEVOLE SORRENTO


La fondazione greca della città in una zona già abitata nel Neolitico si colora di leggenda e poesia. Il nome stesso di Sorrentum è legato al culto delle Sirene, diffuso nella penisola. La città, arroccata sul bastione tufaceo e difesa da tre valloni, si sottomise a Roma e divenne "Municipio" sul finire della Repubblica: l'insediamento originario venne nuovamente fortificato ed il territorio fu diviso tra i veterani. L'amenità del luogo e la vicinanza con Capri, soggiorno preferito di Tiberio,  contribuirono alle fortune della città. Dopo la dominazione dei Goti fu riconquistata da Bisanzio, a cui rimase legata anche nel periodo del Ducato autonomo. Nel 11333 fu conquistata dai Normanni e perse la propria autonomia. Distrutta nel 1558 dai Turchi, fu ricostruita e protetta con una nuova cinta di mura (1561) e torri di avvistamento furono disposte lungo la costa. Dal '600 data la ripresa delle fortune turistiche di Sorrento che, tra '800 e primo '900 divenne una delle mete preferite del turismo internazionale. Purtroppo le felici condizioni ambientali del Piano di Sorrento, che in passato hanno favorito comunicazioni e insediamenti, rispetto all'impervio versante amalfitano della penisola, sono state anche alla base della più selvaggia speculazione edilizia.

L'insediamento originario, coincidente quasi completamente con l'area oggi compresa tra piazza Tasso e viale degli Aranci, si sviluppò all'interno della cinta fortificata antica, di poco più piccola di quella dell'età vicereale. E' ancora evidente il primitivo impianto regolare a cardini e decumani, ove il decumano massimo coincide   con le vie S.Cesareo e Fuoro e il cardo massimo è via Tasso. Piazza Tasso è invece, formata sul riempimento di uno dei tre valloni che circondavano la  città.

La visita inizia da piazza Tasso, posta al limite del centro storico, con la statua di Torquato Tasso che qui nacque nel 1544. Si gode di una bella veduta sul Vallone dei Mulini e sul vallone, percorso dalla strada che scende a Marina piccola. 

PIAZZA TASSO

La chiesa di S.Maria del Carmine prospetta nella piazza

LA STRADA PER MARINA PICCOLA

 

VALLONE DEI MULINI













CHIESA DI SANT'ANTONINO






 

 

 

 

IL DUOMO

 

IL PALAZZO COMUNALE







CHIESA DI SAN FRANCESCO E CHIOSTRO


























 

VILLA COMUNALE E VISTE COSTA SORRENTINA




















 

 

MARINA GRANDE




VISTA DALL'ALTO










UN LAUTO PRANZO



Zi' 'Ntonio




"Torna a Surriento" è una canzone composta nel 1902 da Ernesto  De Curtis, su parole del fratello Giambattista e pubblicata nel 1905.

ANDREA BOCELLI



(LUCIANO PAVAROTTI)



(I TRE TENORI)


Vide 'o mare quant'è bello!
Spira tantu sentimento.
Comme tu a chi tiene mente
Ca scetato 'o faje sunnà .
Guarda, guà  chistu ciardino;
Siente, siè sti sciure arance.
Nu prufumo accussì fino
Dinto 'o core se ne va 
E tu dice "I' parto, addio!"
T'alluntane da stu core 
Da la terra da l'ammore 
Tiene 'o core 'e nun turnà .
Ma nun me lassà 
Nun darme stu turmiento!
Torna a Surriento,
Famme campà 
Vide 'o mare de Surriento,
Che tesoro tene 'nfunno:
Chi ha girato tutto 'o munno
Nun l'ha visto comm'a ccà .
Guarda attuorno sti sserene,
Ca te guardano 'ncantate
E te vonno tantu bene 
Te vulessero vasà .
E tu dice "I' parto, addio!"
T'alluntane da stu core 
Da la terra da l'ammore 
Tiene 'o core 'e nun turnà 
Ma nun me lassà 
Nun darme stu turmiento
Torna a Surriento,
Famme campà 
Ma nun me lassà 

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Per chi ha difficoltà con il dialetto napoletano, ecco la traduzione italiana!

Guarda il mare, quanto è bello!

Trasmette così tanto sentimento

Come te, che pensando a qualcuno

se è sveglio, lo fai sognare!


Guarda, guarda, questo giardino

Senti, senti, questi fiori d'arancio

Un profumo così, fino

a dentro il cuore ti entra


E tu dici: "Io parto, addio!"

Allontanandoti da questo cuore

Da questa terra d'amore

Hai abbastanza cuore per non tornare?


Ma non mi lasciare

Non darmi questo tormento

Torna a Sorrento:

Fammi vivere!


Guarda il mare di Sorrento

Com’è prezioso in fondo:

Anche chi ha girato tutto il mondo,

non ha visto niente come questo!


Guarda, attorno queste sirene

Che ti fissano incantate

e ti vogliono tanto bene:

Ti vorrebbero baciare!


E tu dici: "Io parto, addio!"

Allontanandoti da questo cuore

Da questa terra d'amore

Hai abbastanza cuore per non tornare?


Ma non mi lasciare

Non darmi questo tormento

Torna a Sorrento:

Fammi vivere!




















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Valle dei mulini